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I libri e la pratica della lettura così come intesi da Virginia Woolf.


Scrittrice, saggista, intellettuale, editrice: molti sono gli aspetti sotto cui possiamo inquadrare Virginia Woolf. Tuttavia, un epitaffio che forse ella stessa avrebbe gradito, sarebbe stato quello di lettrice.

I libri sono stati veri compagni di vita per Virginia: i tantissimi volumi del padre per tutta la giovinezza; i libri stampati a mano da lei stessa, e ovviamente i suoi libri, scritti da lei e avvolti dalle copertine di Vanessa. Virginia (così come Leonard) erano avidi lettori e amanti appassionati della lettura, e accumulavano montagne di libri. Non solo per piacere e diletto: alla Hogarth pervenivano moltissimi manoscritti  da visionare, ed entrambi erano incaricati di recensire romanzi e opere in versi per varie riviste letterarie, come il prestigioso Times Literary Supplement.

Virginia teneva in alta considerazione la lettura, un’attività speciale dell’uomo, che gli è propria. In molti suoi saggi ella dedica un’attenzione particolare a indagarne il piacere recondito che provoca; How should one read a book, ad esempio, è un famoso saggio del 1926 in cui afferma, quasi provocatoriamente, che il miglior consiglio che uno scrittore può dare sul come si legge, è quello di non seguire alcun consiglio.

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