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99 anni fa nasce l’Hogarth Press. Ripercorriamo le tappe principali che portarono alla fondazione della casa editrice attraverso estratti dalle lettere e i diari di Virginia e di Leonard.


Passarono due anni dopo che i Woolf decisero di acquistare un torchio il giorno del 33° compleanno di Virginia (1915), per via di alcune frequenti crisi depressive che la colpirono. L’anno 1917 è l’anno primo della Hogarth.

23 marzo 1917: acquisto del torchio
Si concretizza il desiderio avanzato due anni prima. Dall’autobiografia di Leonard:

Un pomeriggio, il 23 marzo 1917, mentre stavamo andando allo Holburn Viaduct da Fleet Street, percorrendo Farringdon Street passammo per caso davanti all’Excelsior Printing Supply Co. […] Gli attrezzi tipografici sono spesso affascinanti a vedersi: rimanemmo a fissarli attraverso la vetrina più o meno come due ragazzini affamati avrebbero guardato focaccine e dolci esposti in una pasticceria. Non so chi dei due suggerì per primo di entrare a chiedere se potevamo comprare una macchina coi tipi e imparare a usarla da soli. […] Prima di andarcene avevamo comprato un piccolo torchio, dei caratteri “Old Face” e tutti gli utensili e i materiali necessari per una somma di 19 sterline, 5 scellini e 5 pence.

 

24 aprile 1917: arriva la pressa

La nostra pressa è arrivata martedì. L’abbiamo disimballata, pieni di eccitazione, e finalmente con l’aiuto di Nelly l’abbiamo portata in salotto e sistemata sul suo supporto – per scoprire che era spaccata a metà! 

Le prime difficoltà tecniche si manifestano. Il lavoro tipografico richiede pazienza e dedizione:

In ogni caso sistemare i caratteri è un’impresa tale che non saremo pronti per cominciare subito a stampare. […] Ci vogliono dei secoli, specialmente quando si confondono le ‘h’ e le ‘n’, come ho fatto io ieri. Il lavoro ci assorbe a tal punto che non riusciamo a smettere; mi rendo conto che a voler fare i tipografi sul serio si deve rinunziare a tutto il resto.

Ed è ciò che succederà 20 anni dopo, quando Virginia, troppo dedita alle mansioni della Hogarth, deciderà di lasciare la propria quota a John Lehmann.

 

2 maggio 1917:
Stampare reca grande soddisfazione.

Dopo 2 ore di lavoro alla pressa, Leonard ha tirato un sospirone e ha detto: “Per Dio, se solo non avessimo mai comprato questo dannato arnese!”. Con mio sollievo, non che ne fossi sorpresa, ha aggiunto “perché non farò più nient’altro!”. Non ti puoi immaginare quanto questo lavoro sia eccitante e allo stesso tempo riposante, e che senso di dignità e di soddisfazione ti dia. E finora abbiamo fatto solo solo la parte più noiosa e più difficile, cioè comporre un annuncio […].

L’annuncio a cui si riferisce Virginia era destinato agli amici e conoscenti; intendeva metterli al corrente della loro nuova occupazione, e in particolare della nuova pubblicazione a cui stavano lavorando:

Nuovo documento 2_1

 

22 Maggio 1917
In una lettera alla sorella, Virginia scrive:

Siamo stati così assorbiti dal lavoro di stampa che sono come un cane alla catena quasi quanto te. Riesco giusto a staccarmene per andare a Londra, o a trovare qualcuno. Abbiamo appena cominciato a stampare il racconto di Leonard; il mio non l’ho ancora scritto, ma scrivere non dice niente paragonato al piacere di stampare. Voglio il tuo consiglio per le copertine.

Three Jews è il racconto di Leonard, che sarà incluso in Two Stories, su cui i Woolf lavorano senza sosta. Pochi giorni dopo, sempre a Vanessa, Virginia scrive:

Siamo a metà del racconto di Leonard. Il lavoro procede sempre più veloce, e ci affascina enormemente.

 

13 luglio 1917
Virginia scrive a Dora Carrington, alla quale avevano assegnato il compito di realizzare le xilografie per Two Stories:

Le xilografie ci sono piaciute moltissimo. Sei stata molto gentile a portarle di persona. Le abbiamo stampate, e per merito loro il libro ha acquistato tutt’un altro interesse. Quelle che mi piacciono di più sono la servetta e i piatti, e la lumaca.
C’era un problema, cioè che i margini avrebbero segnato il foglio; […] Ciononostante siamo entrambi molto soddisfatti: pensiamo che siano un gran pregio per il libro, e si stampano molto bene. 

 

Luglio 1917
Esce Two Stories, stampato in 150 copie. All’annuncio di sottoscrizione risposero circa 80 persone, quasi tutti amici dei Woolf. Molti risposero con entusiasmo al libretto, come Katherine Mansfield, che diede il manoscritto di Prelude ai Woolf per la successiva pubblicazione. Leonard e Virginia iniziarono già a pensare più seriamente alla loro nuova attività, e a fare progetti in grande per il futuro. A Violet Dickinson, Virginia scrive così il 21 luglio:

Siamo molto contenti che il libro ti piaccia. È stato divertentissimo farlo, e ora siamo in trattative per una pressa molto più grande; vogliamo metterci a lavorare seriamente e stampare dei romanzi. Stiamo anche per prendere un’apprendista!

A Vanessa, il 26 luglio, scrive:

ci farebbe molto piacere se tu e Duncan preparaste un libro di xolografie per noi. In effetti stiamo per prendere una macchina che è particolarmente adatta a riprodurre le figure, perché vogliamo stampare non solo manoscritti ma anche illustrazioni.[…] Al momento abbiamo promesso di pubblicare il racconto di Katherine Mansfield.
[…] È estremamente divertente, ed è tutt’un’altra cosa scrivere ciò che si vuole, e non ciò che deve piacere a un Editore.

Con questi propositi e questo entusiasmo ha davvero inizio l’avventura dei Woolf.

 

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